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mercoledì 8 febbraio 2012

Il monolite di Baalbek - il più grande blocco di pietra lavorato della storia del pianeta... ed altre strutture "impossibili".

Uno dei più affascinanti e misteriosi blocchi di pietra al mondo!
Questo mastodontico blocco di pietra lavorato e squadrato si trova in una cava vicino alla città di Baalbek (Libano), dove fu abbandonato chissà quante migliaia di anni fa. La sua lunghezza è 22 metri, il suo peso è di circa 1200 tonnellate (ho letto stime molto differenti tra di loro che vanno dalle 1000 alle 2000, ma di sicuro si tratta di qualcosa di mostruosamente pesante), viene chiamato dagli occidentali Monolito (con un termine che a qualcuno ricorderà il famosissimo film di fantascienza 2001 odissea nello spazio) mentre per le popolazioni di lingua araba essa è Hajjar el-Houble (la roccia della partoriente) ed è, per quanto ne sappiamo al momento, il più grande blocco di pietra lavorato della storia del pianeta. Per dare un altro riferimento noto, il suo peso è circa il triplo di quello dei blocchi più pesanti delle piramidi di Giza, e non esistono al mondo delle gru capaci di sollevare un simile carico. La scienza e la storiografia ufficiale non sapendo come manipolare questo ed altri scomodi reperti hanno affibbiato loro il termine "mistero", una manovra abile ed astuta quanto fraudolenta. Così come nella neo-lingua orwelliana che si è imposta nella nostra moderna società, i tossici inceneritori vengono chiamati "termovalorizzatori", allo stesso modo i reperti che provano in maniera inoppugnabile la falsità della storia che viene raccontato sui manuali scolastici ed universitari vengono chiamati "misteri". Misterioso sarà forse il motivo per cui due corpi dotati di massa si attraggono reciprocamente, e forse non lo sapremo mai, misterioso resterà forse per sempre il motivo per cui esiste vita intelligente su questo pianeta, ma la presenza di reperti storici realizzati da una tecnologia avanzata millenni prima dell'era moderna non è un mistero, bensì la prova dell'esistenza di avanzate società antidiluviane, una realtà tenacemente negata dalla storiografia ufficiale che come al solito occulta, nasconde, falsifica. Per altro nessuno è ancora riuscito a comprendere come gli antichi egizi senza possedere strumenti di acciaio abbiano potuto tagliare e lavorare enormi blocchi di granito (i più pesanti sono di circa 400 tonnellate) con una precisione maggiore di quella ottenuta nelle cave moderne, come abbiano trasportato questi blocchi uno sull'altro, come li abbiano assemblati in maniera così precisa senza lasciare spazio fra un masso e l'altro (la lama di un coltello non riesce a penetrare negli interstizi). E che dire delle altre costruzioni ciclopiche meno note, come quella di Sacsayhuaman in Perù (vedi la foto sottostante) dove le ciclopiche pietre sarebbero state (secondo la versione ufficiale della storia) lavorate, assemblate ed incastrate una sull'altra come in un puzzle tridimensionale da una civiltà così arretrata da non possedere nemmeno la ruota? Ed ovviamente il discorso si dovrebbe allargare a come minimo a Tiahuanaco, dove troviamo raffigurazioni di animali andati estinti nel 9.600 a.C., oltre ai soliti blocchi di pietra di centinaia di tonnellate, e Machu Picchu, dove costruzioni con massi un po' meno pesanti, ma tuttavia enormi, sono state realizzate a 4.000 metri di altezza.............................................. ..... per leggere il resto dell'articolo vai a questo link: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/01/baalbek.html
Il pozzo di Chand Baori, Rajasthan India È a ragione considerato uno dei più mirabili esempi di architettura del passato. Risale al VII secolo (forse prima) e leggenda vuole che sia stato costruito dai fantasmi in sola notte. Per arrivare in fondo si devono scendere 3.500 ripidissimi gradini, disposti in 13 livelli, secondo una struttura a “V”. La roccaforte di Sacsayhuaman, Peru Vicino alla città di Cusco in Peru, tre cinta murarie testimoniano quella che sembra essere stata una fortezza di ciclopi o giganti. La prima domanda che viene in mente è: “come avranno fatto a trasportare questi enormi massi dalla cava che si trova a tre km di distanza?”. In effetti, il “mattone” più grande dovrebbe pesare sulle 120 tonnellate. L’idea è che la roccaforte servisse a sbalordire e spaventare i conquistatori spagnoli, che l’avrebbero pensata come un’opera di demoni. Forse ancor più sbalorditivo della sua imponenza è il fatto che, anche dopo migliaia di anni, le rocce combaciano perfettamente, tanto che non vi passa un foglio di carta in mezzo. Il Buddha gigante di Leshan, Cina Il più grande buddha scolpito del mondo è altro oltre 82 metri, e un suo solo dito ne misura tre. Si narra che la statua sia stata voluta dal monaco Hai Tong nel 713, durante la Dinastia Tang, che sperava così di placare gli spiriti dei fiumi, particolarmente vivaci con le imbarcazioni. Il buddha guarda infatti verso la confluenza di tre corsi d’acqua. Si sa che per la sua costruzione furono impiegati migliaia di persone, e che ci vollero circa 90 anni. L’opera è sorprendente anche dal punto di vista ingegneristico: i 1021 chignon dei suoi capelli, per esempio, fanno in realtà parte di un sistema di drenaggio dell’acqua che prosegue dietro le orecchie sui vestiti, proteggendo la statua dai danni. La “metropoli” di Teotihuacan, Messico Gli archeologi statunitensi impazziscono per Teotihuacan. È infatti un immenso complesso che sembra costruito secondo precisi allineamenti astronomici. Il sito, inoltre, contiene alcune delle più grandi piramidi dell’America precolombiana. La città fu costruita nel 100 a.C. e doveva ospitare oltre 200.0000 abitanti nel 450 d.C, motivo per cui è considerato il primo vero centro urbano delle Americhe. Tra l’VIII e il IX secolo, per ragioni sconosciute, la città decadde. Le chiese sotterranee di Lalibela, Etiopia La città di Lalibela è una delle più sacre dell’Etiopia. qui il link per scoprire altre meraviglie http://daily.wired.it/foto/2011/05/03/7-meraviglie-passato.html

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