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domenica 23 febbraio 2014

Project Horizon: il piano degli Stati Uniti per costruire una base militare sulla Luna

Spesso sul nostro blog abbiamo riflettuto sulla possibilità dell'esistenza di una base segreta, umana o aliena che sia, sulla Luna. Sebbene possa sembrare argomento di becero complottismo, scavando nei meandri della rete, abbiamo scoperto l'esistenza di un progetto reale prodotto dagli Stati Uniti chiamato 'Project Horizon' finalizzato alla costruzione di una base militare sulla Luna che avrebbe dovuto vedere la luce nel 1966, pochi anni prima degli sbarchi ufficiali delle missioni Apollo.
Project Horizon base lunare
“Un avamposto lunare è di importanza critica per l’esercito del futuro degli Stati Uniti”.

“Un avamposto lunare è di importanza critica per l’esercito del futuro degli Stati Uniti”.
Era il marzo del 1959 quando Arthur G. Trudeau, generale dell’Esercito degli Stati Uniti, proferì queste parole.
Il generale Trudeau fu messo a capo di una task force finalizzata allo sviluppo di una progetto per l’installazione di un “avamposto militare con equipaggio”, destinato a “proteggere i potenziali interessi degli Stati Uniti sulla Luna”.
Quella che sta dietro a questo studio segreto, denominato ‘Project Horizon’, e del piano che avrebbe dovuto essere vedere la completa realizzazione della base militare lunare entro il 1966, è la storia di una grande idea che non ha mai visto la sua realizzazione… almeno ufficialmente.
Quando Trudeau fu messo a capo del progetto, era passato meno di un anno da quando i sovietici avevano sconvolto l’America e l’Occidente con il lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra.
Con gli Stati Uniti ormai costretti ad inseguire l’Unione Sovietica nella cosiddetta ‘corsa allo spazio’, non sorprende che uomini come il generale Trudeau e altri dirigenti militari stavano prospettando la presenza militare dell’America nello spazio in generale e sulla luna in particolare.
In realtà, secondo quanto riporta una monografia di 118 pagine prodotta dell’esercito nel giugno del 1959, “essere secondi rispetto all’Unione Sovietica nella creazione di un avamposto sulla Luna sarebbe disastroso per il prestigio degli Stati Uniti”. Oltretutto, il governo sovietico aveva già promesso ai suoi cittadini, e ai dirigenti dell’Armata Rossa, che entro il 1967 la Russia sarebbe sbarcata sulla Luna. Ragion per cui era fondamentale per gli Stati Uniti arrivare per primi sul satellite.
Il piano prevedeva la costruzione di una base lunare autosufficiente che sarebbe servita come avamposto per l’esplorazione della Luna e l’ulteriore esplorazione dello spazio. Essa avrebbe ospitato un equipaggio di 10-20 persone, diventando la prima installazione permanente sulla Luna, fornendo inoltre una piattaforma per l’esercito finalizzata a condurre operazioni militare sulla Luna.
L’esercito insistette molto sul fatto che non ci fossero ostacoli tecnici significativi per la realizzazione dell’avamposto. La tesi era che il Project Horizon avrebbe potuto avere un iter simile a quella del Progetto Manhattan, il piano segreto per lo sviluppo dell’ordigno nucleare durante la seconda guerra mondiale. Dopo tutto, se gli Stati Uniti erano stati in grado di costruire una bomba atomica, cosa impediva di mettere una manciata di soldati sul nostro satellite?
Così, l’8 giugno del 1959, un gruppo di studio del Ballistic Missile Agency Army (ABMA) consegnò all’esercito americano uno studio di fattibilità denominato ‘Project Horizon‘.
Lo studio contemplava l’utilizzo del razzo multistadio Saturn II, all’epoca ancora in fase di sviluppo, e l’installazione di alcune stazioni spaziali intermedie per il trasporto dei materiali sulla Luna. Per raggiungere lo scopo sarebbero serviti 75 lanci entro la fine del 1964, più un’altra quarantina di lanci per trasportare le attrezzature sufficienti ad allestire la base. Il costo orientativo dell’operazione fu stimato in circa 6 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda l’ubicazione della base, lo studio prende in considerazione la necessità di ridurre il rischio di eventuali impatti meteoritici. A tale scopo, i tecnici suggerivano di costruire parte dell’installazione in cavità naturali o grotte. Oltre a proteggere la base, questa soluzione consentiva anche di mitigare gli sbalzi termici. Alcuni grafici mostrano anche la possibilità di realizzare delle strutture cilindriche sepolte.
Inoltre, bisognava anche provvedere la base di abbastanza energia per tenere in vita l’equipaggio e i sistemi dell’installazione, collocando la struttura in una posizione capace di ottimizzare la luce solare. Lo studio propone tre possibili siti adatti allo scopo: 1) la parte settentrionale del Sinus Aestuum, vicino al cratere Eratostene; 2) la parte meridionale del Sinus Aestuum vicino Sinus Medii; 3) la costa sud-occidentale del Mare Imbrium, appena a nord delle montagne Montes Apenninus.
I militari avevano anche proposto la creazione di un “comando unificato per lo spazio”, creato per controllare la base lunare e la parte di spazio esterno tra Terra e Luna.
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Ma perchè una base militare sulla Luna?

Per rispondere a questa domanda bisogna inquadrare il progetto all’interno del periodo storico nel quale si è consumata la cosiddetta ‘guerra fredda’ tra Stati Uniti e Unione Sovietica. La creazione di un’installazione militare sulla Luna sarebbe stata un forte deterrente nei confronti di un attacco da parte dell’URSS, in quanto il nemico avrebbe avuto grandi difficoltà a prevenire la rappresaglia degli Stati Uniti.
Inoltre, la presenza di un avamposto americano sul satellite terrestre avrebbe neutralizzato qualsiasi allunaggio sovietico destinato a vantare diritti di proprietà sulla Luna. Questo era il motivo per cui gli americani dovevano raggiungere per primi la Luna e stabilire un avamposto militare. Tuttavia, almeno per quanto riguarda la cronaca ufficiale, il Project Horizon ha poi ceduto il posto al Programma Apollo, volto a portare il primo astronauta americano sulla Luna. Perché?
Prima di tutto, le sfide tecnologiche erano più complesse di quanto gli autori dello studio avessero pensato, e decisamente più costoso. Un investimento del genere avrebbe richiesto un grosso aumento di spesa da parte del governo degli Stati Uniti. In secondo luogo, l’espansione del conflitto in Vietnam aveva drenato ulteriori dollari e risorse che sarebbero dovute essere destinate al Project Horizon.
Infine, una presenza militare americana sulla Luna divenne legalmente impossibile dopo che Stati Uniti, Unione Sovietica e Gran Bretagna firmarono nel 1967 il “ Trattato sui principi che disciplinano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio esterno, inclusi la Luna e gli altri corpi celesti”, nel quale si limita l’esplorazione dello spazio solo per scopi pacifici. Il trattato è tutt’ora in vigore.

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