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sabato 7 giugno 2014

Latterie friulane: uno scandalo dalle proporzioni nazionali

Lo chiamano "latte"... ma per cortesia! http://www.infolatte.it/ (clicca e leggi)

 

L'indagine, avviata a gennaio, non è conclusa. Gli investigatori al lavoro per capire che fine faceva il latte adulterato e le singole responsabilità. Indagate 14 persone, un responsabile dell'approvvigionamento agli arresti domiciliari

Latterie friulane: uno scandalo dalle proporzioni nazionali
06/06/2014
E' un'inchiesta che fa tremare i polsi quella resa pubblica oggi, venerdì 6 giugno, a un anno esatto dallo scandalo Cospalat che scosse l'intero Friuli. Cosa è finito sulle nostre tavole? Che latte abbiamo dato ai nostri figli? Sono queste le domande che molti friulani si staranno ponendo, tra rabbia e preoccupazione.
A finire nel mirino dei Nas il Consorzio Latterie friulane di Campoformido, accusato di aver commercializzato latte con valori di aflatossine superiori - di molto dicono i militari - ai limiti di legge. L'azienda, ultimamente era stata protagonista delle cronache per la difficile situazione lavorativa che riguardava il Consorzio e la fusione con Granarolo e i conseguenti esuberi. In tanti, tra i consumatori, avevano sostenuto l'azienda friulana in questo difficile momento, sicuri della qualità dei prodotti a marchio Latterie friulane, da sempre sulle tavole dei friulani.

14 indagati
Il reato contestato al Consorzio Latterie friulane è l'adulterazione di alimenti resi nocivi per la salute pubblica, previsto dall'art. 440. Nello specifico il Consorzio avrebbe lavorato e commercializzato latte contaminato da valori elevati di aflatossine.

L'indagine, avviata nel gennaio 2014, trova oggi un suo parziale epilogo, poiché le indagini sono tutt'altro che chiuse. Si indaga, infatti, per capire la portata dello scandalo e la destinazione d'uso del latte contaminato. Al momento sono 14 le persone coinvolte nell'indagine, compreso il responsabile dell'approvvigionamento del latte, R.D.B di Tricesim agli arresti domiciliari. I militari hanno altresì riscontrato la complicità del laboratorio interno alla struttura consortile, che una volta effettuate le analisi sul latte e riscontrato i valori elevati di aflatossine, non trasmettevano i dati all'azienda sanitaria.

Il sistema prevedeva il miscelamento del latte contaminato da aflatossine con latte "sano", così da diluire il prodotto e renderlo commercializzabile, in violazione di tutte le norme comunitarie, nazionali e regionali che prevedono la distruzione dell'alimento contaminato, previa denuncia all'autorità sanitaria locale.

Questa mattina, a conferma della reiterazione del reato e della portata dello scandalo, sono stati sequestrati oltre 19 mila litri di latte, pronti per essere lavorati e commercializzati.

I carabinieri hanno parlato di un sistema difficile da disarticolare, proprio perché un anno fa era già stato colpito il consorzio Cospalat, le cui proporzioni sono, se possibile, più gravi ancora del caso precedente. I militari hanno ordinato la chiusura dello stabilimento di stoccaggio del latte in due aziende, sequestrati oltre 19 mila litri soltanto oggi e 60 quintali di latte, ed emesso contravvenzioni per oltre 20 mila euro. L'indagine non è ancora finita, hanno ribadito gli uomini dell'Arma, perchè si deve chiarire dove è finito il latte contaminato e successivamente commercializzato, anche perché i prodotti del consorzio arrivano anche in Veneto, Toscana e Lombardia. Uno scandalo, quindi, destinato a travalicare i confini del Friuli Venezia Giulia.

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