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giovedì 27 novembre 2014

L'ibrido che ti aspetta



Il punto di non ritorno lo abbiamo ormai superato da mesi, non vi è in alcun modo la speranza che il paese possa invertire la rotta. La favola della crescita si trasformerà presto in una tragedia greca. Proprio come la nazione ellenica anche gli italiani vivranno il baratro e la desolazione sociale. Gli odierni moniti di Draghi evidenziano ancora una volta come l’attuale fase che stiamo vivendo non possa essere più di tanto condizionata dalle autorità monetarie in quanto succube della fiducia che hanno le imprese e soprattutto le famiglie sul domani che verrà. Gli episodi di cronaca che hanno contraddistinto i quartieri popolari di alcune citta metropolitane con i fenomeni di occupazione abusiva delle case popolari vi devono far comprendere il destino che attende il paese, uno scenario ibrido tra Grecia e Argentina, forse già entro i prossimi 18 mesi. A quel punto anche quella piccola parte della popolazione, plagiata da una viscida elite culturale radical-chic, che ha obbligata la stragrande maggioranza della popolazione ad abbassare la testa ed accettare sommessamente l’invasione barbara ed incontrollata dal Nord Africa, al grido di “dagli al razzista” o “stai zitto, razzista incivile” si sveglierà con veemenza dal torpore mentale che l’ha in questi anni narcotizzata e chiederà vendetta.
Solo che a quel punto sarà ormai troppo tardi. Le grandi aree urbane saranno ormai territorio in mano alla microcriminalità dilagante, in cui alle diciotto vi sarà il coprifuoco per gli italiani, obbligati a rinchiudersi in casa per preservare la propria incolumità. Non sapete su cosa investire in questo momento ? Fatevi il porto d’armi, compratevi un bel fucile a pompa e mettete le grate alle finestre oltre alle porte super blindate. I figli mandateli all’estero quanto prima con qualche dollaro in tasca e dite loro che d’ora in avanti si dovranno arrangiare su tutto e per tutto. Non vi è nessuno che possa ribaltare il futuro (ormai ben delineato) del paese, nessun sul piano politico intendo, in quanto se ci fosse, lo avrebbero già chiamato in causa. Questa è l’unica ragione che permette la sopravvivenza del Governo Renzi. Solo lui, perchè non vi è nessun altro. Il paese è schiavo della Costituzione, un pezzo di carta che non si può cambiare e che proprio per questo motivo ci sta scavando la fossa da anni. Altrove avremmo già visto attentati terroristici con lo scopo di destabilizzare la nazione o la sua opinione pubblica. Proprio come avvenne con la messa in scena dell’attentato a Moro nel 1978 ad opera delle Brigate Rosse ma con regia (presunta) dell’intelligence statunitense.
Allora la paura di una svolta a sinistra dell’Italia non si poteva permettere, cosi venne orchestrata (sapientemente) la strategia della tensione per rafforzare i partiti di centro e ostracizzare gli estremismi. Lo stesso si è fatto quest’anno per scongiurare la deriva antieuropeista con le elezioni di Maggio e lo spauracchio grillino alle porte, serviva un volto nuovo, giovanile, fresco e presumibilmente credibile all’opinione pubblica che invogliasse a preservare lo status quo. Per blindare il raggiungimento di questo risultato, non si è badato a spese. 80 euro, pronti e via a tutti quelli che avrebbero ringraziato per questo gesto d’affetto disinteressato. Attenzione che questo modus operandi si continua ad utilizzare anche per altre parte sociali, nella speranza di tenere coesa una parte della popolazione, quella ancora vincolata ai parametri dell’istituzionalità, alla democrazia, al confronto tra le parti e cosi via. Sta lievitando invece, in maniera incontenibile, quella che desidera il ricorso ai metodi non convenzionali di governance. L’incapacità di fermare l’avanzata della povertà ed il disagio sociale è il miglior detonatore per innescare colpi di stato o crisi di stato. Mi auguro che la Troika abbia messo in cantiere un possibile intervento improvviso a causa di una destabilizzazione istituzionale del paese ormai ingestibile.
L’ibrido che vi aspetta, non riguarda solamente l’aspetto socioeconomico della sua popolazione, quanto anche l’assetto di governance che caratterizzano molteplici aziende strategiche, a conduzione statale e non, che sono operanti nei settori chiave del nostro paese. A sentire i portavoce del governo italiano, vi sono numerosi investitori esteri che sono desiderosi e scalpitano di poter investire in Italia non appena quest’ultima avrà dato avvio al piano di riforme strutturali che i mercati finanziari e l’Europa richiedono per consentirle di essere più competitiva. Anche questa è l’ennesima favola. Non si tratta di investimenti e capitali esteri che arrivano a rafforzare il tessuto imprenditoriale italiano, quanto piuttosto di un’operazione di colonizzazione da parte di fondi sovrani, operatori istituzonali del risparmio gestito e raider finanziari. Per far comprendere il tutto, immaginate una delle scelte finali del film “Indipendece Day” quando gli alieni dalla navicella madre si preparano a sbarcare sulla terra per arraffare e sfruttare avidamente tutto il possibile, nel loro interesse ed esigenza, non di certo di quella dei terrestri. A quel punto l’Italia sarà trasformata in una grande società per azioni in cui gli azionisti di maggioranza saranno soggetti di diversa nazionalità, arabi, russi, cinesi e americani. Agli italiani resterà il rimpianto (meritato) di essersi fatti sottomettere per l’ennesima volta.

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