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sabato 24 gennaio 2015

Disastro ambientale in Veneto, acque inquinate in 59 Comuni e tumori in crescita: saranno gli stili di vita?

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Sarebbero ben 59 i Comuni – sparsi tra le province di Vicenza,Verona e Padova – le cui falde acquifere sembrerebbero inquinate da Pfas, sostanze perfluoro-alchiliche, rilasciate illegalmente dalla fabbrica Miteni di Trissino, nel vicentino, nata 40 anni fa come Rimar e ora gestita dalla multinazionale Icig.
Queste sostanze, prodotte per rendere impermeabili stoviglie, carta e stoffe, da decenni inquinano le acque sia dell’acquedotto che di fiumi e canali, comprese quelle che vengono usate per l’irrigazione dei campi agricoli con conseguente contaminazione del prodotto alimentare finale.
Da Trissino a  Montagnana, passando per Lonigo, Cologna Veneta e Vicenza tanti sarebbero i pozzi inquinati da queste sostanze che avrebbero una persistenza di ben 60 anni nell’acqua e di 5 nel sangue secondo Vincenzo Cordiano, ematologo dell’associazione Isde Medici per l’ambiente.
A sporgere denuncia per disastro ambientale presso le Procure di Verona e Vicenza sono state 12 associazioni ambientaliste capeggiate da Legambiente. Nell’esposto in questione si chiede il sequestro dei pozzi contaminati “la cui acqua, usata per raffreddare gli impianti della Miteni, contiene alte percentuali di Pfas”.
Secondo l’avvocato Enrico Varari, firmatario dell’esposto, “l’inquinamento è irreversibile e ha effetti disastrosi sulla salute umana”.
“Il Veneto è al primo posto in Italia per quanto riguarda l’incidenza di tumori – aggiunge l’ematologo Cordiano – ed i dati relativi alle Ulss del Basso vicentino mostrano una situazione molto preoccupante per quanto riguarda l’incidenza delle patologie cancerogene. Patologie che, secondo gli studi, si verificano maggiormente in casi di assunzione di Pfas, come quelle al rene, ai testicoli o ai linfonodi, che colpiscono soprattutto la popolazione in età adolescenziale” .
Strano che di questo “disastro” si sappia poco o nulla nel resto d’Italia, strano non si parli di una sorta di “terra dei fuochi” veneta, strano non ci siano importanti catene di supermercati e aziende alimentari a prendere le distanze dai prodotti di questi territori, strano non vi siano ministri che parlino di “stili di vita” circa l’anomala incidenza tumorale presente in queste zone.
O forse no, non è strano. E’ italiano.

Floriana Tortora

fonte 

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