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lunedì 25 maggio 2015

Dimmi che computer hai e ti dirai chi sei


Commodore 64 and Coleco

Accendi il tuo computer, quanto tempo sta a caricare? Cosa hai di bello nel tuo desktop? Come e dove tieni le immagini, i video, i PDF, le foto che hai scattato, i documenti, ecc...? Li consulti spesso? Ci sono immagini in particolare che ti fanno emozionare oppure disgustare? Ci sono aggiornamenti da fare, li fai oppure rimandi? Quando hai finito la tua sessione, in quanto tempo si chiude il PC? Come ti senti quando si chiude il computer? Rilassato oppure no?
Domandine che potrebbero portare a fare qualche riflessione interessante per conoscersi meglio. Ormai il computer (o altri dispositivi moderni come tablet, smartphone, ecc...) sono parte integrante della nostra vita, vengono utilizzati soprattutto dai più giovani anche se si può ben notare un interesse generalizzato di persone di tutte le età, anziani compresi. Così mi capita sovente di dare una mano a chi ha appena comprato un computer, un “casino” insegnare da zero l'uso del PC a qualcuno! A queste persone dico di andare prima a farsi quantomeno un corso base e poi eventualmente di chiedermi informazioni più precise su programmi o altro.
Arrivo al punto, per esperienza posso dire tranquillamente che si può mettere a confronto il proprio PC con la propria testa. Sapete quante volte ho visto computer talmente incasinati? Virus, lentezza allucinante nell'avviare un programma, schermate blu, riavvii inaspettati, eccetera). Tutto questo “incasinamento” informatico veniva esattamente riflesso dalla “testa” del proprietario del computer, attenzione non è un giudizio verso qualcuno ma semplicemente è una constatazione di cosa la persona proietta dal suo inconscio.
- Ricordo che l'inconscio è per oltre il 90% il “manovratore” delle nostre vite, è come l'iceberg che per la maggior parte del suo volume sta sotto l'acqua (cercate un'immagine di un iceberg su un motore di ricerca per farvi un'idea). -
Invece noi occidentali ci ostiniamo a usare solo quel 3, 7, 10% del conscio, cioè quello normalmente vediamo sentiamo tutti i giorni. Poi ovviamente ci si lamenta quando qualcosa non va e creiamo così conflitti interni ed esterni con persone, situazioni, eccetera. In questo senso Carl Gustav Jung ci potrebbe dare una mano a capire meglio queste dinamiche psicologiche dell'Essere.
Quindi per concludere ritornando al proprio computer, paradossalmente vi invito a rileggere le domande all'inizio di questo articolo e anche a farvi altri quesiti! E magari, alla fine rispondetevi! :-D

Felice giornata e buon tutto! :)
25 maggio 2015


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