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mercoledì 8 luglio 2015

Genetica: l'ordine di nascita incide sulla personalità

By Edoardo Capuano - Posted on 04 luglio 2015

GeneticaI figli unici sono noti per il loro perfezionismo e per il fatto di raggiungere sempre obiettivi ambiziosi. Alla ricerca costante di attenzioni, hanno bisogno dell'approvazione di genitori e amici.
Ma caratteristiche specifiche si possono attribuire anche alle persone con fratelli. E questo proprio in relazione all'ordine di nascita all'interno della famiglia.
Certo, è solo l'ordine a scolpire la personalità di un bambino in formazione. Contribuiscono sicuramente genetica, ambiente sociale e genitori. Ma il momento in cui si viene al mondo gioca un ruolo comunque rilevante, contribuendo a definire il carattere. Della questione, del resto, si sono occupati migliaia di studi a partire dagli anni Settanta. Le divergenze principali riguardano il grado di incidenza dell'ordine di nascita. Insomma: quanto conta davvero il fatto di essere il piccolo di casa, oppure il primogenito?
Secondo la maggior parte degli psicologi, i bambini si distinguono principalmente per le strategie con cui cercano di catturare l'attenzione e i favori di mamma e papà. Il primo figlio tende a difendere l'autorità e lo status quo, mentre quelli più piccini preferiscono la strada della ribellione.
“Ogni bambino impara a interpretare un ruolo all'interno della famiglia”, ha spiegato all'Huffington Post USA il Dottor Kevin Leman, psicologo e autore de “Il libro sull'ordine di nascita” e de “Il vantaggio del primogenito”. “I primogeniti sono tenuti sotto stretto controllo. Poi, man mano che arrivano dei fratellini, i genitori si tranquillizzano”.
Ma chiariamo meglio in cosa consistono, secondo la scienza, queste differenze tra piccoli, medi e grandi:
Il primogenito
Secondo il Dr. Leman, i primogeniti tendono al raggiungimento degli obiettivi, sono studenti brillanti e riescono a conquistare posizioni da leader. Molti dei presidenti degli Stati Uniti d'America, ad esempio, hanno avuto il ruolo di fratelli maggiori. “Sono anche lo standard di riferimento per chi viene dopo”, spiega ancora Leman.
Una pubblicazione risalente al 2012 che ha passato in rassegna 500 ricerche degli ultimi 20 anni spiega come il primo figlio (o quello che ha assunto, anche solo psicologicamente, il ruolo di “più vecchio”) sia quello che con maggiore probabilità assume la leadership in casa e cerca il risultato. Ma il primogenito è anche il figlio conformista, stando a uno studio del 2009 pubblicato sul giornale Child Development. Il conformismo serve a soddisfare i genitori. E spiega anche un buon impegno scolastico.
“Responsabilità, competitività, convenzionalità sono altri tratti tipici, mentre i figli minori cercano, al contrario, di distinguersi e di crearsi uno spazio, una piccola nicchia, fatta di giochi e ribellione”. Parola degli psicologi belgi Vassilis Saroglou e Laure Fiasse, autori di uno studio pubblicato su Personality and Individual Differences.
Il figlio più piccolo
Il cucciolo di casa si distingue nettamente dai fratelli maggiori. Più creativo, ribelle, sempre in cerca di attenzioni. E la ragione sta nel mutato atteggiamento dei genitori che, una volta accumulato un certo grado di esperienza, si sentono più tranquilli e indulgenti.
“I figli piccoli sono spesso manipolatori, estroversi, eccellenti venditori. Imparano a farla franca fin da subito e sanno destreggiarsi tra le persone”, spiega ancora Leman. Questa intraprendenza, però, non deve essere associata a una maggiore tendenza alla delinquenza, come a volte viene erroneamente sostenuto.
Il figlio di mezzo
Ecco a voi il riappacificatore della famiglia. Il figlio di mezzo si distingue, in genere, per essere un individuo molto piacevole. Fedele nelle relazioni, a suo agio tanto con i bambini quanto con gli anziani, si dimostra socievole.
Inoltre, proprio perché sta a metà tra il fratello maggiore e quello piccolo, il figlio di mezzo è un grande negoziatore e lavora per trovare un compromesso, spiega Leman. Difficile domarlo, ma ha il pregio di credere nel valore dell'amicizia.
Cosa possono fare i genitori
La vera missione di mamma e papà è aiutare i figli nel loro unico “viaggio”. Così afferma il Dottor Gail Gross, esperto nello sviluppo del bambino. “I bambini devono essere abituati a trovare il proprio destino, quale che sia il ruolo che hanno all'interno della famiglia”. Dare valore agli aspetti che rendono unici i propri figli, rispettarne i punti di forza e le debolezze, trattarli ognuno in un modo diverso, nel modo migliore.

Fonte: huffingtonpost.it

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