Un reperto archeologico nell’Universo
Un articolo pubblicato su Astrophysical Journal svela l’importanza di Segue 1, galassia fossile lontana e composta da pochissime stelle. L’ipotesi è che la sua formazione stellare potrebbe dirci molte cose sull’evoluzione dell’Universo primordiale, aprendo addirittura la strada a nuovi processi prima sconosciuti di Giulia Bonelli venerdì 2 maggio 2014 @ 18:45 Il Telescopio Magellano in Cile, dove sono state condotte molte delle osservazioni sulla galassia Segue 1. Crediti: Anna Frebel “Questa galassia non ha mai prodotto tante stelle. È davvero rammollita”. Lo dice la fisica del MIT Anna Frebel e il nomignolo che usa è affettuoso, quasi familiare: sta parlando della “sua” galassia, protagonista di un articolo appena pubblicato su Astrophysical Journal . La sfaticata in questione è Segue 1 , la galassia fossile più debole mai rilevata ai confini dell’Universo. Scoperta nel 2006 dallo Sloan Digital Sky Survey ( SDSS ), h...