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L’esercizio per avere gli addominali scolpiti

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Avete sempre sognato di avere gli addominali scolpiti ? No problem, in questo articolo vi spieghiamo passo per passo cosa fare per raggiungere il vostro obbiettivo. Oltre a tanta buona volontà, determinazione e un’alimentazione sana, potete provare ad eseguire esercizi come il plank , che serve ad equilibrare e potenziare la parte centrale del corpo e a rinforzare spalle e schiena. La prima cosa che dovete fare è mettervi in posizione pushup su un tappetino, dopodiché abbassate gli avambracci verso terra in modo da formare una linea retta con il corpo. Il tutorial che potete vedere sopra mostra come ottenere addominali scolpiti con il plank e le sue varianti. Questi “ sono considerati tra i 5 migliori esercizi in termini di efficenza per allenare la parte centrale del busto, in particolare gli addominali, senza sovraccaricare la colonna vertebrale come spesso accade nei classici Sit Up (in particolar modo se eseguiti con un tecnica errata). La difficoltà di questo eser...

Una stella di Planck al centro dei buchi neri

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(Photocredit: Hubble Space telescope). Qualche settimana fa, Carlo Rovelli e Francesca Vidotto hanno caricato su arXiv.org un articolo che farà discutere molto. Si intitola Planck stars. Vi si sostiene una tesi abbastanza forte: i buchi neri non sono fatti come ci immaginiamo poiché al posto della singolarità potrebbe esserci una stella di Planck. E non è una sostituzione da poco. In questo modo darebbe possibile risolvere il noto paradosso dell’informazione sostenendo che, ad un certo punto della loro vita, i buchi neri restituiscano tutte le informazioni che hanno divorato. Si ritiene che i buchi neri siano fatti di due parti molto semplici: l’orizzonte degli eventi e la singolarità. Di recente Stephen W. Hawking ha rimesso in discussione le sue precedenti tesi; dal momento che non possiamo inviare una sonda all’interno di un buco nero per dirci in dettaglio come è fatto, possiamo solo affidarci alle ipotesi e vedere quale risulta migliore, calcoli alla mano. ...

La predizione del raggio del protone e il controllo gravitazionale

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Resonance Project. Il 20 Dicembre 2012, il Direttore di Ricerca presso l’Hawaii Institute for Unified Physics e la Resonance Project Foundation, Nassim Haramein, ha registrato un copyright alla Libreria del Congresso  resonance.is  per il suo documento scientifico Quantum Gravity and the Holographic Mass (QGHM) resonance.is  , infine pubblicato nel journal peer-reviewed Physical Review & Research International sciencedomain.org . Nel suo manoscritto, Haramein ha utilizzato le unità sferiche di Planck (PSU) per descrivere le fluttuazioni olografiche del vuoto e predire accuratamente il raggio di carica del protone (il raggio del protone è tipicamente descritto in modo più accurato come raggio di carica, perchè tutto ciò che possiamo dire del protone è che si tratti di una concetrazione di carica positiva in quella regione di spazio che definisce quella che noi pensiamo essere la superficie del protone). Poco dopo la consegna del documento di Haramein ...

Miraggi nel deserto quantistico

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Un articolo pubblicato su Monthly Notices, analizzando l’equazione di stato dell’energia oscura, suggerisce che la sua vera natura sia una forma dinamica dell'energia del vuoto quantistico, variabile nel tempo. Compatibile con i risultati di BICEP-2? Media INAF lo ha chiesto ai due autori di Marco Malaspina   giovedì 27 marzo 2014 @ 17:27   Il satellite Planck dell’Agenzia spaziale europea (crediti: ESA) È una stagione eccitante, questa, per chi si occupa di grandi questioni cosmologiche. Basta scorrere i titoli che, quotidianamente, s’avvicendando su astro-ph.co (la sezione di arXiv dedicata alla cosmologia) per rendersi conto dei dubbi e del subbuglio provocato fra gli scienziati dai risultati di BICEP-2. E della varietà di termini esotici utilizzati. Prendiamone due fra i più in voga: quintessenza ed energia fantasma . Sembrerebbero usciti da un manuale alchemico, o da un bestiario d’altri tempi. Nulla di più sbagli...