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Visualizzazione dei post con l'etichetta esa

2I/Borisov messa a nudo da Hubble

https://www.oltrecoscienza.it/?p=3317

Gli anelli di Saturno

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Un sorriso cosmico dal telescopio Hubble :-)

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  In this image of galaxy cluster SDSS J1038+4849, there seems to be a happy face smiling back at the camera. In reality, gravitational lensing created the curve of the smile. Credit: NASA/ESO; Acknowledgement: Judy Schmidt View full size image The universe is smiling today — at least, that's what it looks like in a new space photo that appears to feature a smiling face emerging from the light of the universe. The  Hubble Space Telescope snapped a shot of galaxy cluster SDSS J1038+4849 in which the cluster appears to be looking back. Two bright dots look like eyes, another like a nose, and curved lines of light create a mouth and the outline of a face. Altogether, they create the impression of a happy face in the galaxy cluster. In reality, the two "eyes" are each a distant galaxy, and the ...

Gigapixels of Andromeda [4K]

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Il nemico esterno non esiste, ma anche la Russia prepara la sua fanteria spaziale

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“Gli UFO sono il prodotto di intelligenze sconosciute in possesso di motivazioni e poteri sconosciuti”, definizione che andrebbe tenuta a mente dai vertici di quelle nazioni che si dicono “grandi potenze”, dalle quali miasmi di espansionismo extraplanetario appestano l’aria già di per sé molto malsana che respiriamo. Non siamo sciocchi. Non crediamo all’esplorazione dello Spazio a fin di bene e con la benedizione della Chiesa che si predispone ad evangelizzare altri “corpi celesti” – termine certamente gradito agli esegeti – con i propri coraggiosi missionari. Farebbe qualche differenza, rispetto allo sterminio dei nativi del Sud e Centro America per mano dei conquistadores benedetti dai papi di Roma? Tutta la storia dell’esplorazione spaziale terrestre, che abbia visto protagonisti gli USA, l’ex Unione Sovietica attuale Russia, la Cina, o persino il Giappone, nasconde la dislocazione di avamposti militari su altri pianet...

Cosa veramente ha visto l'astronauta Samantha Cristoforetti?

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Andare al minuto 4:35 circa, solamente stupore da parte di Samantha?

Come si muovono le correnti oceaniche?

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Gli scienziati dell'ESA hanno realizzato quella che ritengono essere la più accurata mappa delle correnti oceaniche globali. in foto: credit ESA/CNES/CLS Vi ricordate di GOCE? Se il nome non vi suggerisce nulla, provate a far mente locale sull' annuncio diramato nel novembre dell'anno scorso dalla protezione civile italiana in occasione del rientro in atmosfera di un satellite ESA, con il quale si invitavano i cittadini del nostro Paese a chiudersi in casa onde evitare l'impatto con frammenti dell'oggetto in caduta sulla superficie terrestre (eventualità a dir poco improbabile). Se avete fatto mente locale, adesso sappiate che, un anno dopo quell'episodio, gli esperti dell'agenzia spaziale europea hanno reso noti i risultati degli studi condotti sulla base dei dati raccolti proprio da GOCE, presentandoli come una vera svolta nella comprensione delle correnti oceaniche. Il perfetto geoide di GOCE Il satelli...

Ecco la prima immagine dopo la calata sulla cometa!

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Segui in diretta l'atterraggio sulla Cometa 67P !!! ORA!!! :-D

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http://new.livestream.com/ESA/cometlanding/embed

A 7 km dalla cometa!

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This four-image NAVCAM montage comprises images taken on 20 October from a distance of 9.4 km from the centre of comet 67P/C-G – about 7.4 km from the surface. In this orientation the smaller lobe of the comet is on the left, with the larger lobe on the right. Four image NAVCAM montage comprising images taken on 20 October 2014. Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM Assuming the 7.4 km distance, the image scale is about 63cm/pixel, so each 1024 x 1024 pixel frame is about 645 m across (although if we assume the furthest point away is an additional ~1 km further from the centre, the image scale is about 72 cm/pixel). The four 1024 x 1024 pixel images making up the montage are provided below:           fonte

Dalla Rosetta ancora straordinarie immagini ravvicinate della cometa 67P

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Today’s lead CometWatch image is a four-image NAVCAM mosaic taken on 24 September from a distance of 28.5 km from the centre of comet 67P/C-G (the four 1024 x 1024 pixel images making up the mosaic are provided at the end of this post). The images are background subtracted to remove some striping and fixed noise patterns. Note that at these closer distances, it is harder to create accurate mosaics due to combined effect of the comet rotation between the first and last images taken in the sequence (about 10 degrees over 20 minutes), and the fact that the spacecraft has moved some 1-2 km in the same time. The mosaicking programme we are using (Microsoft ICE) seems to have done a nice job of stitching the images together, but if you refer to the four separate images you will see some differences in illumination and shadows due to this rotation and motion. Four image mosaic of Comet 67P/C-G using images taken on 24 September. Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM (C...

Rosetta a soli 51 Km dalla cometa 67P

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Four-image NAVCAM montage comprising images taken on 7 September from a distance of 51 km from comet 67P/C-G Four image montage of comet 67P/C-G, using images taken on 7 September. The four images are shown separated by black borders and there is some overlap between adjacent frames, so that some features appear in more than one image; the montage has been cropped to remove most of the black space around the comet. Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM Regular followers of this blog are familiar with how NAVCAM image sequences are now being taken, but you can read more about it in previous blog posts: CometWatch update , Make a NAVCAM mosaic and CometWatch – 2 September . As before, we invite you to create a mosaic using these four images (posted below as individual JPEGs of the four 1024 x 1024 pixel full-frame ‘corners’). An example, with some adjustment of the intensity and cleaning of the background noise, is shown here: Four image montage of comet 67P/C-G, using images t...

S’indebolisce il campo magnetico terrestre: quali le conseguenze?

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SCOPERTE – Il campo magnetico terrestre della Terra si sta indebolendo. Lo rivelano geofisici dall’Agenzia spaziale europea (ESA), grazie alle misure effettuate nel corso degli ultimi sei mesi dai tre satelliti che compongono Swarm (‘sciame’, in inglese). Il campo magnetico terrestre, un prezioso scudo che ci protegge dai raggi cosmici e dal vento solare , si sta indebolendo. È il risultato principale cui sono giunti i ricercatori che hanno analizzato i dati raccolti dai tre satelliti di Swarm , lanciati nel novembre del 2013 dall’ESA al fine di studiare il magnetismo terrestre. Secondo gli scienziati, il campo magnetico terrestre starebbe diminuendo in modo particolarmente evidente al di sopra dell’emisfero occidentale. Tuttavia, all’interno di questa tendenza globale, l’ESA ha individuato anche una tendenza al rafforzamento del campo in alcune zone del pianeta, come sulla regione meridionale dell’Oceano Indiano. Le misure di Swarm confermano anche che il polo nord ma...

Miraggi nel deserto quantistico

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Un articolo pubblicato su Monthly Notices, analizzando l’equazione di stato dell’energia oscura, suggerisce che la sua vera natura sia una forma dinamica dell'energia del vuoto quantistico, variabile nel tempo. Compatibile con i risultati di BICEP-2? Media INAF lo ha chiesto ai due autori di Marco Malaspina   giovedì 27 marzo 2014 @ 17:27   Il satellite Planck dell’Agenzia spaziale europea (crediti: ESA) È una stagione eccitante, questa, per chi si occupa di grandi questioni cosmologiche. Basta scorrere i titoli che, quotidianamente, s’avvicendando su astro-ph.co (la sezione di arXiv dedicata alla cosmologia) per rendersi conto dei dubbi e del subbuglio provocato fra gli scienziati dai risultati di BICEP-2. E della varietà di termini esotici utilizzati. Prendiamone due fra i più in voga: quintessenza ed energia fantasma . Sembrerebbero usciti da un manuale alchemico, o da un bestiario d’altri tempi. Nulla di più sbagli...

"Space Telescope": la più grande rete

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Crediti: ESA/Hubble & NASA Ringraziamenti: Judy Schmidt E’ l’immagine della settimana del sito  SpaceTelescope.org , e mostra l’ammasso di galassie chiamato MACS J0152.5-2852, catturato in grande dettaglio dalla  Wide Field Camera 3  a bordo del Telescopio Spaziale Hubble. Per apprezzarla debitamente, considerate come in pratica ogni oggetto che potete scorgere nell’immagine è in realtà una intera galassia, ognuna contenente miliardi di stelle. Le galassie non sono distribuite a caso nello spazio, come potremmo essere tentati di pensare guardando la foto. Al contrario: ogni indagine abbastanza estesa nello spazio mostra come esse si organizzino in tipiche concentrazioni, che legano tra loro anche centinaia di “esemplari”, mantenuti vicini dalla reciproca attrazione gravitazionale. Già la distribuzione delle galassie  all’interno degli ammassi  è un campo di studi interessante. Sono ben noti degli andamenti tipici, che legano il tipo di galassia...