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Come sopravvivere ad un attacco o ad un disastro nucleare o batteriologico

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Le regole base di sopravvivenza in caso di attacco atomico, come sopravvivere alla radioattività. Alcune di queste informazioni potrebbero tornare molto utili anche nel caso in cui una centrale nucleare, a causa di un grave incidente, rilasci radioattività nell'aria. I RIFUGI ANTIATOMICI: Un rifugio sicuro deve essere costruito sotto terra e deve avere un affidabile sistema di ossigenazione che impedisca all'aria contaminata di entrare nel sistema di aereazione. L'involucro è quasi sempre in cemento armato con pareti molto spesse e gli interni sono rivestiti da particolari materiali isolanti. Piombo e acciaio sono largamente usati per la costruzione di rifugi antiatomici per la loro alta protezione dalla radioattività. L'entrata del bunker solitamente è composta da una botola corazzata e una scala che porta al rifugio, per entrare nel cuore del bunker si passa dalla stanza di decontaminazione e di solito da due portoni molti spe...

Pryp'jat' dopo il disastro atomico di Černobyl'

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Era il 26 aprile del 1986 e all'epoca avevo 8 otto anni, la notizia dello scoppio di un reattore della centrale nucleare di Chernobyl fece subito il giro del globo destando preoccupazioni in Europa e anche nella nostra regione, il Friuli Venezia Giulia, dove i livelli di radioattività erano piuttosto elevati. Ricordo pure che girava voce di non mangiare frutta e verdura della zona, insomma un allarmismo generale anche giustificato. Ecco la città fantasma di Pripyat (Pryp'jat') che fu immediatamente sgomberata dopo lo scoppio del reattore numero 4. Accoglieva migliaia di famiglie che lavoravano proprio nella vicina centrale nucleare. v

A tre anni da Fukushima: la metà dei liquidatori ancora esposti ad alti livelli di radiazioni

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    Alla vigilia del terzo anniversario del disastro nucleare di Fukushima Daiichi, mentre in Giappone sono iniziate grandi manifestazioni indette dal movimento “Sayonara Genpatsu” (addio alle centrali e al nucleare), l’Asahi Shimbun rivela che circa la metà dei “liquidatori” che in questi tre anni hanno lavorato alla centrale che ha subito la fusione di tre reattori «Sono stati esposti a più di 5 millisievert di radiazioni [al mese] , un livello usato come riferimento per l’esposizione alle radiazioni per gli esseri umani». Il giornale giapponese ricorda che i livelli di esposizione alle radiazioni tra i “liquidatori” dell’enorme cadavere tossico di Fukushima Daichi sono diminuiti dopo il disastro nucleare dell’11 marzo 2011, ma che nell’estate 2013 c’è stato un picco, quando la Tokyo electric power company (Tepco) ha dovuto affrontare il problema del crescente volume di acqua altamente contaminata che fuoriusciva dagli stoccaggi provvisori, contaminando...