È più che comprensibile che l'uomo civilizzato voglia sterminare i selvaggi. L'esistenza del selvaggio gli ricorda infatti che lui deve lavorare quindici giorni per pagare l'affitto di un piccolo appartamento, o dieci, quindici anni per pagarne la proprietà, mentre il selvaggio costruisce la sua casa in due giorni e ne è altrettanto protetto. L'esistenza del selvaggio gli ricorda che perde i 3/4 della sua giornata ad occuparsi di cose di cui non vorrebbe occuparsi, mentre il selvaggio impiega la maggior parte del suo tempo a oziare e a giocare. Infine l'uomo civilizzato vive la gran parte della sua vecchiaia malato e triste, mentre il selvaggio vive sano tutta la vita e quando si ammala muore senza lasciare ai suoi figli l'incombenza di un costoso funerale per pagare il quale dovranno impiegare ancora parte del proprio tempo a lavorare. Una volta eliminati tutti i selvaggi della terra, gli uomini civili potranno dimenticare il paradosso di una ...