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Visualizzazione dei post con l'etichetta particelle

Qual è un segnale che ci dice che stiamo vivendo in una simulazione?

https://www.oltrecoscienza.it/2020/03/31/qual-e-un-segnale-che-ci-dice-che-stiamo-vivendo-in-una-simulazione/

Una materia oscura meno esotica?

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Uno studio su Physical Review Letters suggerisce che la materia oscura sarebbe simile alle particelle subatomiche chiamate pioni. La nuova ipotesi, basata sull'esistenza di particelle denominate SIMP, risolverebbe alcune discrepanze tra dati e simulazioni numeriche e avrebbe profonde implicazioni sui metodi di ricerca dei prossimi esperimenti di Corrado Ruscica    mercoledì 22 luglio 2015 @ 15:59 La struttura di un pione (a sinistra) e di una particella SIMP (Strongly Interacting Massive Particle) proposta da Hochberg et al. (a destra). Credit: Kavli IPMU La materia oscura si comporterebbe in maniera simile alle particelle subatomiche note ai fisici sin dagli anni ’30. È quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori secondo cui l’enigmatica componente che rappresenta il 25 percento del contenuto materia-energia dell’Universo sarebbe molto simile ai pioni che tengono insieme i nuclei atomici. I risulta...

Corrado Malanga intervistato da Diego Cimara 17-04-2015

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Altra nuova intervista di Digo Cimara a Corrado Malanga - radio free station

La separazione è un illusione e viviamo in un universo olografico

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Nel 1982, e a tutti noi sembrerà una news, che l’ equipe di ricerca ordinata dal fisico  Alain Aspect , direttore francese del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique), effettua uno dei più importanti esperimenti della storia. Il team scoprì che sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente l’ un l’altra a prescindere dalla distanza che le separa, sia che si tratti di un millimetro, che di diversi miliardi di chilometri. Questo fenomeno portò a due tipi di spiegazioni: o la teoria di Einstein (che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce) è da considerarsi errata, oppure più possibilmente le particelle subatomiche sono connesse non-localmente : esiste qualcosa di non tangibile e visibile che mantiene collegati gli atomi a prescindere dallo spazio (e quindi anche dal tempo?). LA SEPARAZIONE E’ UN’ILLUSIONE David Bohm , celebre fisico dell’Unive...

LHC: due nuove particelle

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Nome scientifico DS3*(2860)– e DS1*(2860)– per le due particelle rilevate dall’esperimento LHCb nel gigantesco laboratorio sotterraneo del Large Hadron Collider al CERN di Ginevra: tre volte più massicce dei comuni protoni e con proprietà mai osservate prima   di Davide Coero Borga   giovedì 9 ottobre 2014 @ 18:36 Large Hadron Collider, CERN, Ginevra. Nel 2006 hanno causato un picco di energia registrato dall’esperimento BaBar della Stanford University in California, ma la cosa è rimasta insoluta fino a quando i fisici dell’esperimento LHCb  (al quale lavorano ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) non ci hanno messo su gli occhi nell’affascinante laboratorio sotterraneo del Large Hadron Collider al CERN di Ginevra (che da poco ha festeggiato 60 anni di attività, vedi MediaINAF ). Ed ecco, all’improvviso, saltano fuori due nuove particelle : nome scientifico DS3*(2860) –  e DS1*(2860) – ...

Presentazione Evideon di Corrado Malanga, Roma 4 ottobre 2014

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« La Coscienza, alla fine dell’inizio, si scopre unita come mai è stata prima ». L'origine della Coscienza e delle cose visibili a partire dal suo ultimo libro Evideon. L'Anima dei colori Domande a cura di Maura Gancitano. Mettendo a frutto le sue decennali ricerche ufologiche e le rielaborazioni di queste contenute in Genesi e Coscienza (Spazio Interiore 2013), Corrado Malanga partirà dal suo ultimo libro, Evideon. L'Anima dei colori (Spazio Interiore 2014), per presentare il frutto delle sue più recenti – e forse definitive – ricerche sull’universo, sui meccanismi di pensiero e sul ruolo dell’uomo all’interno della creazione. Attraverso le scoperte della chimica organica e della fisica quantistica e grazie agli strumenti di simulazione mentale e all’idea di evoluzione interiore, Malanga continua a interrogarsi sull’origine della coscienza, cercando di tornare al momento in cui l’unità dell’Essere si è separata, dando vita a Evideon, al mondo delle cose visibil...

Stazione spaziale trova eccesso antimateria, Nasa: “Forse firma materia oscura”

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Nello spazio profondo c’è una inaspettata abbondanza di antimateria. A catturarla i sofisticati strumentii del cacciatore di antimateria Nasa Alpha magnetic spectrometer (Ams), un laboratorio agganciato all’Iss come una scialuppa di salvataggio. “Esiste più antimateria di quanto ci aspettavamo - commenta a caldo Roberto Battiston, presidente dell’Asi e vice responsabile di Ams -. Le misure di Ams sono un indizio dell’esistenza di nuovi fenomeni fisici, la cui natura dev’essere ulteriormente chiarita” di Davide Patitucci | 29 settembre 2014 Commenti (21) Più informazioni su: Cern , INFN , Materia , Nasa , Spazio . Email   Nello spazio profondo c’è una inaspettata abbondanza di antimateria . La notizia arriva dalla Stazione spaziale internazionale (Iss), continuamente investita insieme al nostro Pianeta da un flusso di particelle provenienti dai più lontani recessi dell’universo, i raggi cosmici , che trascinano come fiumi ciò che incontra...

Nuova intervista 29 settembre 2014 a Corrado Malanga

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Evideon - l'universo creato, presentazione del nuovo libro del dott. Corrado Malanga (seguirà video)  clicca qui al link per ascoltare

Un nuovo stato della materia creato con l'entanglement quantistico

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Utilizzando impulsi di luce, un nuovo studio  è riuscito a stabilire la correlazione quantistica che Albert Einstein chiamava “azione fantasmatica a distanza” tra mezzo milione di atomi di rubidio, mantenuti a 20 milionesimi di grado sopra lo zero assoluto. Si tratta di un primato assoluto per gli esperimenti di questo tipo, anche se i ricercatori non sanno dire perché si sia prodotto l'effetto. di Clara Moskowitz Un gruppo di fisici ha utilizzato la correlazione quantistica che Albert Einstein chiamava “azione fantasmatica a distanza” per collegare 500.000 atomi in modo che il loro destino fosse strettamente interconnesso. Gli atomi erano legati dall' entanglement , il che significa che un'azione compiuta su un atomo si riverbera su ogni atomo entangled con esso, anche se si trova molto lontano. L'enorme nuvola di atomi entangled è il primo “singoletto di spin macroscopico”, un...

Una stella di Planck al centro dei buchi neri

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(Photocredit: Hubble Space telescope). Qualche settimana fa, Carlo Rovelli e Francesca Vidotto hanno caricato su arXiv.org un articolo che farà discutere molto. Si intitola Planck stars. Vi si sostiene una tesi abbastanza forte: i buchi neri non sono fatti come ci immaginiamo poiché al posto della singolarità potrebbe esserci una stella di Planck. E non è una sostituzione da poco. In questo modo darebbe possibile risolvere il noto paradosso dell’informazione sostenendo che, ad un certo punto della loro vita, i buchi neri restituiscano tutte le informazioni che hanno divorato. Si ritiene che i buchi neri siano fatti di due parti molto semplici: l’orizzonte degli eventi e la singolarità. Di recente Stephen W. Hawking ha rimesso in discussione le sue precedenti tesi; dal momento che non possiamo inviare una sonda all’interno di un buco nero per dirci in dettaglio come è fatto, possiamo solo affidarci alle ipotesi e vedere quale risulta migliore, calcoli alla mano. ...

L'Universo Informato

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Quali sono le più importanti scoperte della fisica contemporanea? Cosa ci dicono sulla nascita e il destino dell'Universo? Carlo Donadio - 10/03/2014 Negli ultimi venti anni il panorama della ricerca scientifica, in particolare nella fisica, si è pro-gressivamente rimodellato in un crescendo tanto silenzioso, quanto radicale, al punto di sembrare sostanzialmente immutato al grande pubblico, fatta eccezione per i grandi eventi che hanno avuto un forte impatto mediatico, come la scoperta del Bosone di Higgs . Nel contempo si sono accumulati diversi lavori di notevole spessore teorico rimasti però circoscritti all’ambito dei “tecnici”, lavori che lasciano intravedere una significativa svolta di carattere concettuale verso orizzonti ancora poco esplorati o, addirittura, sottovalutati da folte schiere di scettici. I Pilastri della Fisica Quali sono gli attuali fondamenti della fisica contemporanea e ...

Il tetraquark che fa le stelle strane

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Confermata dall’esperimento LHCb al CERN l’esistenza di una pesante particella che potrebbe essere un tetraquark, ovvero composta da quattro quark. Notevoli le implicazioni sulla struttura interna di oggetti celesti superdensi, come le stelle di neutroni Quasi non passa giorno dove non venga scovato un nuovo stato della materia . L’ultimo, in ordine di tempo, potrebbe essere il tetraquark , una particella composta da quattro quark. Il vastissimo gruppo di ricerca della collaborazione Large Hadron Collider beauty ( LHCb , uno degli strumenti  dell’acceleratore di particelle LHC al CERN di Ginevra), ha infatti recentemente presentato i risultati che confermano l’esistenza di un’esotica particella , un adrone poco romanticamente denominato Z(4430) . Osservata per la prima volta nel 2008 dalla Belle Collaboration con l’acceleratore KEKB a Tsukuba, in Giappone, la particella Z(4430) era stata messa in dubbio da successive ricerche. Ora con l’esperimento al CERN la sua esistenz...