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Echi di guerra in Europa e coinvolgimento dell’Italia in una nuova prossima catastrofe

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  di Luciano Lago Mentre in Italia l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica è tutta concentrata sulla elezione del nuovo Presidente della Repubblica e, nel tripudio di tutti i parlamentari fra grandi applausi ed ovazioni , sulla cerimonia del giuramento di questi, un ex vecchio esponente della casta politica democristiana, fermamente voluto ed imposto da Matteo Renzi (detto il “rottamatore”) al Parlamento, mediante un sistema di controllo del voto, la situazione internazionale in Europa e nel mondo sta rapidamente correndo verso un conflitto generale che diventa sempre più probabile ed in cui l’Italia, grazie alla sua stretta alleanza con la NATO, sarà inevitabilmente coinvolta. Gli echi della guerra che arrivano dall’Ucraina si sono fatti talmente forti che anche i nostri media, giornali e TV, che per mesi avevano taciuto occultando i bombardamenti e le stragi di civili che avvenivano sul fronte del Donbass, adesso trasmettono da alcuni giorni corrisponde...

Pryp'jat' dopo il disastro atomico di Černobyl'

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Era il 26 aprile del 1986 e all'epoca avevo 8 otto anni, la notizia dello scoppio di un reattore della centrale nucleare di Chernobyl fece subito il giro del globo destando preoccupazioni in Europa e anche nella nostra regione, il Friuli Venezia Giulia, dove i livelli di radioattività erano piuttosto elevati. Ricordo pure che girava voce di non mangiare frutta e verdura della zona, insomma un allarmismo generale anche giustificato. Ecco la città fantasma di Pripyat (Pryp'jat') che fu immediatamente sgomberata dopo lo scoppio del reattore numero 4. Accoglieva migliaia di famiglie che lavoravano proprio nella vicina centrale nucleare. v

Strage censurata

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Pericolosi venti di guerra in Crimea, 2000 paracadutisti russi sbarcati

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KIEV - Pericolosi venti di guerra in Crimea. Kiev grida all'invasione affermando che Mosca ha già inviato 2.000 parà, mentre il presidente Usa Barack Obama, che sta valutando l'ipotesi di non partecipare al G8 di giugno a Sochi, lancia all'indirizzo di Mosca un monito: un intervento militare, dice, "avrebbe un costo". Ed il presidente ucraino, Oleksandr Turcinov, accusa apertamente la Russia di voler provocare un conflitto. Il neo-premier della Crimea, Sergei Aksionov (eletto dal parlamento occupato dai militanti filo-russi), ha chiesto l'aiuto del presidente russo, Vladimir Putin, per restaurare la "pace e la calma" nella penisola. Immediata la reazione di Mosca: il Cremlino non ha perso tempo e ha fatto sapere che "la richiesta d'aiuto da parte dei dirigenti della Crimea non resterà inascoltata". Intanto i collegamenti telefonici e internet tra Crimrea e Ucraina risultano tagliati. L'Ucraina si rifiuta di ri...