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Eclissi 20 marzo, a rischio produzione energetica europea: “Possibili black-out”

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Scienza   Secondo gli esperti, la ragione è l’incremento del fotovoltaico negli ultimi anni in Europa, passato dallo 0,1% di tutta l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel 2002 all’attuale 10,5% di Davide Patitucci | 3 marzo 2015   Più informazioni su: Eclissi , Energia Solare , Fotovoltaico , Sole   È uno spettacolo astronomico atteso con entusiasmo dagli appassionati, che si preparano a organizzare dei veri e propri “ party ” per l’occasione. Ma c’è chi non condivide la stessa eccitazione e vive l’attesa con preoccupazione . Sono i gestori delle reti elettriche europee. L’ eclissi parziale di Sole prevista per il prossimo 20 marzo , in concomitanza con l’equinozio di primavera , potrebbe, infatti, “mettere a rischio l’approvvigionamento energetico europeo, e la possibilità d’incidenti non può essere del tutto esclusa”, secondo un rapporto con...

La Gran Bretagna annuncia misure urgenti per impedire black-out questo inverno

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by Enzo Ragusa · 28 ottobre 2014 Dal GWPF: L’inverno freddo potrebbe causare la mancanza di energia elettrica in Gran Bretagna. Anthony Watts - October 28, 2014 Misure di emergenza sono state adottate per evitare black-out nel prossimo inverno. Queste le dichiarazioni che arrivano dal National Grid, dopo che la capacità di alimentazione delle riserve della Gran Bretagna sono scese ad appena il 4%. -Emily Gosden, The Daily Telegraph, 27 ottobre 2014 La crisi della capacità di fornitura di energia elettrica è stata prevista per circa i prossimi sette anni . Ognuno sembra aver capito il prossimo futuro tranne i responsabili . -Andrew Orlowski , The Register , 10 giugno 2014 Il National Grid ha avvertito che si è avuto un aumento significativo del rischio di carenza e cali di tensione dell’energia elettrica, dal prossimo inverno, dopo che gli incendi e i guasti che si sono susseguiti, eliminando così una grande capacità produttiva sulla richiesta...

Il paso doble delle correnti di Birkeland

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Grazie ai satelliti Iridium, un gruppo di scienziati ha studiato le correnti elettriche generate dall’interazione tra vento solare e campo magnetico, alla base delle aurore polari, scoprendo che si formano in due fasi. Un fatto che può essere utile per limitare i danni di una tempesta geomagnetica   di Stefano Parisini   martedì 7 ottobre 2014 @ 17:27 Esempio di grafico da dati AMPERE delle perturbazioni magnetiche e della densità radiale di corrente per l’emisfero settentrionale nell’arco di un’ora e mezza. Crediti: immagine concessa dall’editore Wiley Le correnti di Birkeland devono il loro nome allo scienziato ed esploratore norvegese Kristian Birkeland che nei primi anni del secolo per primo azzeccò la spiegazione di come si producono le aurore polari , ipotizzando che la causa del fenomeno fosse da attribuire alla interazione tra particelle cariche emesse dal Sole ed il campo magnetico terrestre. Oggi sappiamo ...