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Quel buco nero non dovrebbe esistere

https://www.oltrecoscienza.it/2019/11/28/quel-buco-nero-non-dovrebbe-esistere/

Grandezze "stellari"

La mia prima passione, l'astronomia! Video riflessivo e mozzafiato nel contempo http://www.oltrecoscienza.it/2019/10/11/2850/

Scattata la prima foto di un buco nero

http://www.oltrecoscienza.it/2019/04/11/scattata-la-prima-foto-di-un-buco-nero/

Il fantasma della civetta del sud

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Quanto propone questa settimana ESO è la migliore immagine mai ottenuta di una nebulosa planetaria. La sua immagine è stata catturata dal VLT (Very Large Telescope) dell'ESO nel nord del Cile. Soprannominata la Nebulosa Civetta Meridionale, questa sfera luccicante è una nebulosa planetaria con un diametro di quasi quattro anni luce   di Redazione Media Inaf   mercoledì 5 agosto 2015 @ 12:00   Questa sfera straordinaria, illuminata come il fantasma di una stella nel buio inquietante dello spazio, appare quasi soprannaturale e misteriosa, ma è un oggetto astronomico familiare: una nebulosa planetaria, ciò che resta di una stella morente. Questa è la migliore immagine mai ottenuta dell’oggetto, in realtà poco noto, chiamato ESO 378-1: è stata catturata dal VLT (Very Large Telescope) dell’ESO nel nord del Cile. Crediti: ESO Questa sfera illuminata come un fantasma appare soprannaturale e misteriosa. Ma i...

I pilastri della creazione 20 anni dopo

https://www.youtube.com/watch?v=1gJYLCCD13w&list=UL

Una materia oscura meno esotica?

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Uno studio su Physical Review Letters suggerisce che la materia oscura sarebbe simile alle particelle subatomiche chiamate pioni. La nuova ipotesi, basata sull'esistenza di particelle denominate SIMP, risolverebbe alcune discrepanze tra dati e simulazioni numeriche e avrebbe profonde implicazioni sui metodi di ricerca dei prossimi esperimenti di Corrado Ruscica    mercoledì 22 luglio 2015 @ 15:59 La struttura di un pione (a sinistra) e di una particella SIMP (Strongly Interacting Massive Particle) proposta da Hochberg et al. (a destra). Credit: Kavli IPMU La materia oscura si comporterebbe in maniera simile alle particelle subatomiche note ai fisici sin dagli anni ’30. È quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori secondo cui l’enigmatica componente che rappresenta il 25 percento del contenuto materia-energia dell’Universo sarebbe molto simile ai pioni che tengono insieme i nuclei atomici. I risulta...

L’Universo si espande oscillando

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L'analisi dei dati delle supernovae distanti ha portato due fisici dell’Università del Mississippi a concludere che l'Universo non solo si sta espandendo ma allo stesso tempo oscilla. I risultati, pubblicati su Astronomical Journal, suggeriscono che lo spazio sia passato da una fase di espansione rallentata ad una fase di espansione accelerata non una volta bensì 7 volte nel corso di 13,8 miliardi di anni di Corrado Ruscica     lunedì 29 giugno 2015 @ 14:17   Secondo due fisici dell’ University of Southern Mississippi, Lawrence Mead e Harry Ringermacher   il nostro Universo non solo si sta espandendo ma allo stesso tempo starebbe oscillando. I risultati di questo studio, pubblicati su Astronomical Journal , suggeriscono che l ’Universo sia passato da una fase di espansione rallentata ad una fase di espansione accelerata non una volta bensì 7 volte nel corso di 13,8 miliardi di anni . Naturalmente si tratta di una co...

Il mistero della ‘macchia fredda’ nella CMB

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Una collaborazione internazionale di ricercatori potrebbe aver trovato la soluzione al mistero della cosiddetta Cold Spot visibile nella mappa della radiazione cosmica di fondo. Le osservazioni suggeriscono che si tratta di una enorme regione del cielo dove la densità delle galassie è molto più bassa rispetto a quella tipica dello spazio osservabile. I risultati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society   di Corrado Ruscica      lunedì 20 aprile 2015 @ 11:12   Un gruppo di ricercatori guidato da Istvàn Szapudi dell’Istituto di Astronomia presso l’Università delle Hawaii potrebbe aver trovato una spiegazione della cosiddetta Cold Spot , cioè la grande macchia fredda presente nella mappa della radiazione cosmica di fondo che, secondo lo stesso Szapudi, rappresenterebbe la struttura cosmica singola più grande che sia mai stata identificata. I risultati sono pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astron...

L’universo non brilla quanto dovrebbe

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Nella Via Lattea nascono meno stelle di quante dovrebbero, considerato il gas interstellare disponibile. I ricercatori dell'MIT e della Michigan State University hanno costruito un modello teorico che descrive come gli ammassi di galassie possono regolare la formazione stellare. Nel loro articolo, in pubblicazione questa settimana sulla rivista Nature, descrivono questo innovativo modello.   di Elisa Nichelli mercoledì 4 marzo 2015 @ 19:00   Perché le galassie non sfornano tante stelle quante dovrebbero? Ogni anno nascono una manciata di stelle nuove nella Via Lattea, e molte altre brillano nell’universo. Ma gli astronomi hanno osservato che le galassie dovrebbero generarne un numero molto maggiore, stando al quantitativo di gas interstellare a loro disposizione. I ricercatori dell’ MIT e della Michigan State University hanno costruito un modello teorico che descrive come gli ammassi di galassie possono regolare l...

E se il Big Bang non fosse mai avvenuto?

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Altro che Big Bang . Forse non è stata nessuna grande esplosione a dare origine all’ Universo così come lo conosciamo ora. A sostenerlo sono due scienziati, Ahmed Farag Ali , della Benha University egiziana, e Saurya Das della University of Lethbridge , in Canada. In un articolo appena pubblicato sulla rivista Physics Letter B , i due fisici teorici hanno infatti formulato un’ipotesi per un inizio alternativo del mondo. O, più precisamente: hanno formulato un’ipotesi in cui l’Universo, semplicemente, non ha avuto alcun inizio. Né avrà mai fine. La teoria oggi più accettata dalla comunità scientifica postula che, circa 13,8 miliardi di anni fa , tutta la materia attualmente presente nell’Universo fosse addensata in un unico punto (comprensibilmente molto denso e caldo), o, come piace chiamarla ai matematici, singolarità . In un dato istante, comunque, questo punto iniziò a espandersi molto velocemente – espansione che, a tutt’oggi, sembra ancora essere in atto. La...

Un sorriso cosmico dal telescopio Hubble :-)

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  In this image of galaxy cluster SDSS J1038+4849, there seems to be a happy face smiling back at the camera. In reality, gravitational lensing created the curve of the smile. Credit: NASA/ESO; Acknowledgement: Judy Schmidt View full size image The universe is smiling today — at least, that's what it looks like in a new space photo that appears to feature a smiling face emerging from the light of the universe. The  Hubble Space Telescope snapped a shot of galaxy cluster SDSS J1038+4849 in which the cluster appears to be looking back. Two bright dots look like eyes, another like a nose, and curved lines of light create a mouth and the outline of a face. Altogether, they create the impression of a happy face in the galaxy cluster. In reality, the two "eyes" are each a distant galaxy, and the ...

Il corpo umano e' fatto di polvere di stelle: in noi i resti del Big Bang e di antiche galassie

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Astrofisica e patologia medica sembrano apparentemente due discipline molto diverse ma in realtà non lo sono. Ma cos'hanno in comune il nostro corpo e le sue malattie con le stelle? Cos'è che accomuna le macchie solari con quelle del fegato? E come fa il Big Bang a essere legato alla fibrosi cistica? L'astrofisico Karel Schrijver, del Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory, e la moglie, Iris Schrijver, docente di patologia alla Stanford University , hanno unito i puntini in un nuovo libro, partendo dal presupposto che l'uomo è fatto di polvere di stelle . In uscita in inglese il 1° marzo, il libro ha un titolo che racchiude tutto: “ Living With the Stars: How the Human Body Is Connected to the Life Cycles of the Earth, the Planets, and the Stars ” (Vivere con le stelle: come il corpo umano è collegato ai cicli di vita della Terra, dei pianeti e delle stelle”. Non una storia qualunque, ma la nostra, quella del corpo umano che cambia ogni ...

Il bizzarro allineamento dei quasars

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Il bizzarro allineamento dei quasars

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No questo non è Voyager né tantomeno Kazzenger. Si tratta dell'ESO, lo European Southern Observatory. Però il titolo sembra proprio di Voyager, solo che non c'è la cintura di Orione e e le piramidi egiziane: Bizzarro allineamento dei quasar su distanze di miliardi di anni luce. L'opinione di Andrea Ferrara   di Francesco Rea      mercoledì 19 novembre 2014 @ 19:51 No questo non è Voyager né tantomeno Kazzenger. Si tratta dell’ESO, lo European Southern Observatory. Però il titolo sembra proprio di voyager, solo che non c’è la cintura di Orione e e le piramidi egiziane: Bizzarro allineamento dei quasar su distanze di miliardi di anni luce . Per cominciare è forse necessario spiegare cosa è un quasar: è’ una galassia assai distante (più o meno nella fase primordiale dell’universo) con un buco nero centrale attivo, un nucleo galattico attivo, un agn, capace di produrre una luminosità così forte da oscurare, tra virgolet...

Tempesta di fulmini dal cuore del buco nero

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È la prima visione diretta sulla formazione dei getti nelle sorgenti cosmiche. È stata possibile grazie alla misura ottenuta dai due telescopi per raggi gamma di un’intensa emissione di luce ad altissima energia, proveniente da un buco nero supermassiccio al centro della galassia IC 310, che ha mostrato una rapidità nella variazione di flusso mai registrata prima   di Marco Galliani giovedì 6 novembre 2014 @ 20:00 Il nucleo galattico attivo IC 310 osservato nei raggi gamma la notte del 12 novembre 2012 dai telescopi MAGIC. In questa banda di radiazione non è possibile ottenere una ricostruzione dettagliata della morfologia della sorgente, che è stata ottenuta dalle osservazioni dei radiotelescopi della rete europea VLBI (EVN) (nell’inserto) alla lunghezza d’onda di 5 GHz il 29 ottobre 2012 E’ una vera e propria  fucina di energia il nucleo della galassia attiva IC 310, che ha prodotto un eccezionale flusso di ra...

Scoperto un canale di rifornimento per la formazione di pianeti in un sistema binario

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ALMA osserva gas e polvere in "ruote concentriche" come nel carro di Ezechiele 29 ottobre 2014 Per la prima volta, alcuni ricercatori hanno rivelato, con ALMA, un flusso di gas da un disco esterno massiccio verso le regioni più interne di un sistema binario. Questa struttura mai vista prima potrebbe essere responsabile del sostentamento di un secondo disco, più piccolo, del materiale necessario per formare pianeti, disco che avrebbe dovuto altrimenti sparire già da molto tempo. Metà delle stelle simili al Sole nascono in sistemi binari e perciò questi risultati avranno importanti conseguenze sulla ricerca degli esopianeti. l risultati verranno pubblicati dalla rivista Nature il 30 ottobre 2014. Un gruppo di ricerca guidato da Anne Dutrey, del Laboratory of Astrophysics di Bordeau, Francia e del CNRS hanno usato ALMA ( Atacama Large Millimeter/submillimeter Array ) per osservare la distribuzione della polvere e del gas in un sistema multipl...

Una stella di Planck al centro dei buchi neri

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(Photocredit: Hubble Space telescope). Qualche settimana fa, Carlo Rovelli e Francesca Vidotto hanno caricato su arXiv.org un articolo che farà discutere molto. Si intitola Planck stars. Vi si sostiene una tesi abbastanza forte: i buchi neri non sono fatti come ci immaginiamo poiché al posto della singolarità potrebbe esserci una stella di Planck. E non è una sostituzione da poco. In questo modo darebbe possibile risolvere il noto paradosso dell’informazione sostenendo che, ad un certo punto della loro vita, i buchi neri restituiscano tutte le informazioni che hanno divorato. Si ritiene che i buchi neri siano fatti di due parti molto semplici: l’orizzonte degli eventi e la singolarità. Di recente Stephen W. Hawking ha rimesso in discussione le sue precedenti tesi; dal momento che non possiamo inviare una sonda all’interno di un buco nero per dirci in dettaglio come è fatto, possiamo solo affidarci alle ipotesi e vedere quale risulta migliore, calcoli alla mano. ...

Viviamo in un “multiverso”? Il nostro universo potrebbe essere solo una bolla in un mare spumeggiante di bolle

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Non più un uni-verso, ma un multi-verso, cioè un insieme di numerosi universi. Alcuni scienziati teorizzano che l’universo in cui viviamo potrebbe essere una bolla in una mare spumoso di altri universi-bolla. Con l’ausilio di una nuova serie di esperimenti e osservazioni, i ricercatori sperano di trovare la “pistola fumante” che provi la teoria dei multiversi . All’Istituto Perimeter di Fisica Teorica in Canada, dicono che la teoria degli universi multipli nasce dall’idea che all’inizio del tempi vi sia stato il vuoto, fonte primordiale di energia (chiamata energia oscura, energia del vuoto, campo di inflazione o campo di Higgs). Leggi anche: Un teologo medievale già ipotizzava l’esistenza di altri universi Il nostro Universo è un ologramma: è la proiezione di un cosmo più semplice Questa energia può essere legata alle fluttuazioni dei campi quantistici che emergono quando si osserva lo spazio a distanze estremamente piccole oppure in intervalli di tempo estrem...

L’impronta chimica primordiale

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La differenza di caratteristiche tra la popolazione interna ed esterna dell'alone che rivela molto circa la formazione delle galassie e delle prime stelle. Le prime stelle sono apparse circa 200-400 milioni di anni dopo il Big Bang. Questa primordiale popolazione non è mai stata osservata, ma ha lasciato la propria impronta chimica nelle generazioni successive di stelle   di Francesco Rea     giovedì 26 giugno 2014 @ 13:34   Credit: Jason Tumlinson Nuovi indizi sulla formazione delle prime stelle e galassie, sono quelli rilevati dal un gruppo di archeologi galattici. Gli indizi sono stati ottenuti osservando le caratteristiche chimiche di stelle “fossili” presenti nell’alone, interno ed esterno, che circonda la nostra galassia. “Sappiamo – dice Daniela Carollo ricercatrice della Macquarie University (Australia) e dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino – che alcune di queste stelle fossili sono molt...

Quando Marte era blu

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