Terza chiacchierata/intervista con Claudio Marongiu de i “Marongiu & I Sporcaccioni” per il nuovo “Galina vecia fa bon brodo”

Volevo iniziare questa chiacchierata con un sincero ringraziamento a te per avermi chiamato come ospite al basso in due occasioni nell’appena trascorso 2025, è stato moooolto divertente!

Bene bene, carissimo Claudio, siamo appena entrati nel 2026 ed ha preso vita digitalmente “Galina vecia fa bon brodo”, una raccolta best-of pescata dagli esordi, come è nata l’idea? E’ stata una tua esigenza?

Ciao Andrea e grazie a te per aver suonato con noi. Ci siamo divertiti parecchio e hai portato un’energia nuova sul palco.

 

Più che un ‘best of’ (dedicarsi un best of sfiora il senso del ridicolo, ma è una forzatura deliberata), ci tenevo a registrare in maniera decorosa diversi brani del passato.

A fronte delle iniziali ritrosie di tutti –me compreso-, l’idea si è rivelata ottima, perché i brani hanno dimostrato di aver retto l’effetto corrosivo del tempo. Oltre a ciò, li abbiamo anche migliorati (troverai un sacco di passatisti nostalgici presunti fan hardcore che ti diranno che le versioni di vent’anni fa erano superiori: cazzate!).

 

Bela spussonaTurriac, La me femeneta, Son un emarginà, Virgilio, Balata disperata, Malattie veneree, Stufo, Fanulon. Queste sono le canzoni del disco, è un mini album ma al contempo intenso in classico stile “Marongiu & I Sporcaccioni”, testi “senza pei sula lingua” come da sempre ci hai abituato. Quali sono proprio le prime canzoni scritte all’epoca?

‘La me femeneta’ è la prima in assoluto, suonata con il primo chitarrista della band (Filippo Bignolin) ad una specie di concorso per vincere una vacanza in Marocco. La cantavo in un Inglese maccheronico, era il 2004, mi sentivo un grandissimo ma ero un imbecille. 

Ero peraltro convintissimo che quella sera avremo vinto, non è successo e me ne sono andato dal locale senza pagare il conto. Mai fatto una carognata del genere in vita mia! Che ego smisurato…e che sciocca indignazione.

 

In “dolce attesa” del supporto fisico in CD, Indica due o al massimo tre brani preferiti di questa “Galina vecia fa bon brodo”?

Quella a cui abbiamo dato maggiore attenzione sia in pre-produzione -con Yotam- (il produttore del disco), che in mixaggio, è “Balata disperata”. Nella sua classicità, è un brano impattante, sull’alcolismo. Un alcolismo dell’anima, poco estetizzante.

Inoltre.

Mi piace il suono secco di “Son un emargina’”, con i cori dark-alienati di Gus e Lorenzo: li ha orchestrati sempre Yotam e sono una bella aggiunzione alla versione originale.

A pari merito, ti direi “Virgilio” e “Malattie Veneree”: la prima è la trasposizione bisiaca del Far West, del mito della frontiera, di Steinbeck, del Midwest e dunque non solo del pistolero Texano ma di tutto ciò che per me rappresenta una certa America “wide open”, mentre “Malattie Veneree” è il mio tributo personale ai Ruts, gruppo punk rock reggae più incisivo dei Clash, alla cui scoperta, molti amanti dei Clash finiscono per arrivarci solo dopo anni.

 

 

“Spencer & Gisella” è, se non erro, una canzone sembra essere l’unica cantata in italiano (contenuta in “Ciuccio cazzi in zona Lisert”)......ne sentiremo mai un’altra?

Ad essere precisi, c’è stata anche “Maria” (contenuta in ‘Ciuccio cazzi…’) e la più recente “Principessa”, con Joe Perrino: la trovi nel disco “Aspettando Romolo”.

In Italiano vorrei semmai scrivere un racconto, andando ad abbattere la mia pigrizia. La forma canzone invece mi attira in misura minore, per l’ Italiano.

L’altro giorno parlando con te a 360° di musica me ne sono uscito con Fabri Fibra, tu con Neffa...realizzerai mai un brano in stile rap?

A quattordici anni (1996) mi sono beccato l’ondata di hip hop Italiano celebrata tuttora come la più incisiva ed importante: Otierre, Lyricalz, Frankie hi-nrg, Colle der Fomento ed altri.

C’è però un disco su cui il giudizio è unanime, ed è SXM dei Sangue Misto (1994). Capolavoro sia in termini di poetica che di purezza del suono.

Il rap però non è morto!

Soltanto, il mio interesse –e quello di tanti altri adolescenti dell’epoca-, con gli anni si è allargato ad altri campi, ma non l’ho mai rinnegato. Certo, il limite è il ricorso sistematico all’invettiva, che dopo un po’ può venire a noia, ma come in tutte le forme di linguaggio, se vai a prendere i più bravi, quello stesso limite te lo elevano a forma d’arte.

Sei mai stato ad una serata di Herman Medrano e Kalibro? Due geni della parola.  

I vostri video musicali sono diversi e son fatti molto bene: belli, simpatici, girati nella nostra cara/cattiva/sboccata/alcolica ma unica Bisiacaria. I videoclip disegnano degnamente l’attitudine del gruppo, ce ne saranno di altri a supporto di questo ultimo album?

Certo. Mio fratello, Stefano, sta girando “Virgilio”: per protagonista si sta servendo di Andrea Chiaminut , che è un comico naturale con un dono per la recitazione, e di Nicole, la sua compagna.

Verrà usata un po’ di intelligenza artificiale per supplire alla ricostruzione di alcune scene altrimenti tecnicamente irrealizzabili (l’assalto ad un treno portavalori, ad esempio), ma Stefano possiede una sensibilità cinematografica sufficiente a non sfociare nel cattivo gusto, sicché se la linea narrativa impostata è avvincente, ben vengano “gli effetti speciali”.

Non ti chiedo i prossimi passi compositivi perché è un tantino prematuro, e quindi: live, e vai di live! Spara le date prossime o quelle in quasi-programma per il periodo primaverile/estivo 2026.

A marzo ci sarà una serata per l’anniversario dei vent’anni di Sporcaccioni.

E forse la sera di Pasqua ci sarà una sorpresa.

E torneremo anche al chiosco Number One di Marina Julia nell’estate.

Lascia qua sotto come sempre i link per rimanere connessi con te e la tua bisiac-band!

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Grazie per il tempo dedicato a rispondere e.... “Sporcaccioni a vita!” :-)

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