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venerdì 4 gennaio 2013

Silvano Agosti sul lavoro e Mario Monti, gennaio 2013



Non di giudizio perisce l'empio, ma dall'esser ciò che è...

Mi hanno pregato in molti di esprimere il mio parere sul presidente del consiglio signor Monti. Mi riesce difficile impiegare questo straordinario meccanismo di analisi , il cervello, per descrivere o ancor meno giudicare una persona già così terribilmente afflitta dal trovarsi al vertice di un paese che nella sostanza è da anni una sub colonia degli Stati Uniti e che da sempre offre ai suoi cittadini un prodotto sul quale c’è scritto “questo prodotto ti uccide”.
Mi limito ad esprimere il mio inconsolabile stupore di fronte al un cumulo di menzogne che gli uomini di potere devono raccontare per rimanere in sella e non essere disarcionati da feroci repressioni giudiziarie. La menzogna più clamorosa in corso d’uso è l’affermazione che “non c’è lavoro”, che “bisogna trovare nuovi posti di lavoro”, senza mai spiegare dove sono spariti i vecchi posti di lavoro. La spiegazione, qualsiasi spiegazione infatti porterebbe a rivelare che il processo di automazione delle industrie si è sviluppato a un punto tale da rendere inutile una qualsiasi partecipazione umana al processo produttivo.
Se fosse di fronte a me il vostro presidente del consiglio gli chiederei “Mi scusi ma vuole spiegare per quali prodotti verrebbero creati nuovi posti di lavoro? Forse per altre 40 marche di detersivo o altre 26 marche di dentifricio? Non sarà forse il caso di avviare il salario sociale prelevandolo dagli immensi profitti delle multinazionali ormai automatizzate in tutti i settori della produzione?
O forse questo esasperante balletto di spred, pill o nasdak, esultanza e depressione delle borse, propositi di “crescita”, senza spiegare né come ne quando serve a distrarre i più dal chiedersi cosa realmente sta accadendo?.
Dev’essere terribilmente triste la solitudine di qualcuno che sa di dover mentire ogni giorno dalla mattina alla sera, assediato dalle lodi di ogni genere di servi istituzionali che ad ogni menzogna esultano in coro a favore del presunto salvatore dell'Italia. Il volto del vostro premier, infatti, è tragicamente tumefatto da dosi massicce di angoscia.
Mi limiterò quindi a dare libertà a un infinito senso di pena nei confronti di chiunque si renda consapevolmente complice dell’attuale catastrofica modalità di gestione del mondo, pensando con tenerezza e compassione al detto orientale “ognuno è premiato o punito per ciò che è”.

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